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La città di Valmontone

Valmontone è un comune di circa 15 mila abitanti della provincia di Roma, situato su un rialzo tufaceo, lungo la via Casilina distante 35 km dalla capitale.

Nonostante la sua altitudine non sia notevole, il clima è influenzato dalla presenza delle suddette strette valli che incanalano aria dal mare, ragion per cui Valmontone ha un clima di tipo oceanico, freddo e umido d'inverno con frequenti gelate mattutine e caldo d'estate con notti umide.

Monumenti e luoghi di interesse

(Clicca sulla manina per visualizzare le informazioni)

Museo Archeologico di Valmontone

museo-archeologico-di-valmontoneIl Museo è situato in una parte del prestigioso Palazzo Doria-Pamphilij. Il piano terra ospita un allestimento riguardante il territorio del paese, mentre il piano superiore offre un'introduzione ai diversi siti archeologici presenti intorno Valmontone e argomenti ad essi correlati, attraverso i reperti, plastici e altri media. Vi sono ricostruiti ad esempio il villaggio dei carbonai rinvenuto a Colle Carbone, l'insediamento di Colle dei Lepri, la Mansio (casa coloniale romana), le terme romane e le fornaci di Colle Pelliccione. Il reperto più importante e anche il simbolo del museo è senza dubbio un pettorale dorato, appartenuto probabilmente ad una fanciulla

La Collegiata

la-collegiata-valmontoneLa Chiesa di Santa Maria dell'Assunta fu costruita sull'omonimo tempio gotico del XII secolo, sotto Camillo Pamphilj nell'ambito del rinnovamento del paese, nel XVII secolo (i lavori cominciarono intorno al 1683). I resti della precedente struttura, ormai troppo piccola per il paese in fase di crescita, sono stati rinvenuti nei sotterranei di Palazzo Doria, mentre tratti di vecchi muri sono incastonati nelle pareti del cortile retrostante la chiesa attuale. Fu progettata dall'architetto Mattia de Rossi, fidato allievo del Bernini, con cui si occupò della costruzione di Chiesa di Santa Maria in Montesanto, a Roma: De Rossi si rifece proprio a questa chiesa per il disegno della pianta del nuovo edificio, mentre per l'esterno e la facciata, si ispirò all'opera del "rivale" del maestro, ovvero a Sant'Agnese in Agone a Piazza del Popolo, realizzata da Borromini.[3] Quindi si tratta di una chiesa a pianta ellittica, con quattro cappelle simmetriche rispetto all'asse centrale che dà sull'altare: in esse sono conservati alcuni dipinti barocchi, compresa la pala d'altare, un'Assunzione del Gramiccia. Internamente alla chiesa si possono vedere un paio di reperti risalenti alla precedente struttura gotica, come il vecchio fonte battesimale all'ingresso di destra, e una striscia di mosaico su uno scalino. Esternamente la chiesa si presenta con un pronao concavo decorato da quattro colonne a capitello ionico, compreso tra i due campanili gemelli. L'elegante cupola non è circolare, ma ellittica, per seguire la pianta dell'edificio. Oltre a Sant'Agnese e a Santa Maria in Montesacro, la Collegiata di Valmontone è spesso messa in relazione anche alla Collegiata di Santa Maria Assunta ad Ariccia, altra opera del Bernini

Fontana del Colle

fontana-colleQuesta fontana fu eretta in stile barocco, come parte del progetto di espansione urbana di Camillo Pamphilj. Formata da un piedistallo che sostiene quattro vasche circolari, una per angolo, decorate con teste di leone. Sul piedistallo si erge poi una colonna sul cui capitello troneggia una statua in bronzo del Labicano, il guerriero romano simbolo di Valmontone dal XIX secolo. La fontana fu quasi completamente distrutta dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, eccezion fatta per una delle vasche e il piedistallo: il monumento fu restaurato e ricostruito 1968. La colonna attuale, di epoca imperiale, è un regalo della città di Roma

Sant'Antonio

Miracolosamente la piccola chiesa scampò ai bombardamenti dell'ultimo conflitto, quindi è praticamente l'unico edificio di epoca medievale presente a Valmontone. Il suo vero nome è Santa Maria delle Grazie e fu eretta nel IX secolo in stile romanico: la costruzione è stata eretta con blocchi di tufo, arricchita da due piccole finestre cieche, una delle quali decorata da un piccolo archetto. L'interno è decorato con stucchi barocchi, una Madonna con il Figlio, e un Sant'Antonio Abate, entrambi anonimi

Colle Sant'Angelo

Su questa collina si trovano il cimitero di Valmontone e il Convento Sant'Angelo, costruiti, sembrerebbe, secondo alcune fonti storiche, sul sito di un antico tempio pagano, forse dedicato a Mercurio.[4]. Eretto nel VIII secolo da monaci dell'Ordine Benedettino, resistette fino alla guerra, quando fu praticamente polverizzato: fu ricostruito subito, in quanto simbolo molto importante nella vita dei valmontonesi. Tuttavia si possono ancora vedere alcuni preziosi resti del vecchio monastero nel chiostro, dove è visibile una Via Crucis, parte originale del 1607-08, e nel refettorio: inoltre due campane, una del 1523, l'altra del 1744, sono in mostra nel chiostro

Santuario della Madonna del Gonfalone

Chiesa costruita nel 1508, su pianta gotica, al di fuori della cerchia muraria, in una località chiamata Prato della Madonna (o Pratone). In origine il santuario aveva 15 altari. Distrutto nell'ultimo conflitto, fu ricostruito negli anni '50 e l'unica parte originale è l'elegante portale timpanato in stile rinascimentale. Internamente sono degni di nota la zona absidale, salvatasi dalla distruzione, con l'altare maggiore, e un affresco del (1514) della Vergine che allatta Gesù

Santo Stefano

La piccola chiesa, dalle linee semplici, si ritiene fosse stata costruita nel 1624 in seguito alla distruzione, nel 1557, di un'ancora più antica chiesa sita nei pressi di Porta Romana. Ampliata dal principe Pamphilj nel 1733, fu in seguito restaurata altre volte, fino al 1914 ad opera di Monsignor Oreste Giorgi: ovviamente ci sono stati i restauri post-bellici. La chiesa presenta tre altari, quello maggiore dedicato a Santo Stefano, quello a destra alla Madonna di Loreto e quello a sinistra a Santa Anatolia; attualmente Santo Stefano è una chiesa di rito ortodosso ad uso della comunità romena di Valmontone.

Porte delle mura

Prima della guerra a Valmontone erano presenti almeno tre porte murarie, ma una di esse, Porta Romana, in stile rinascimentale, fu completamente rasa al suolo e di lei rimane solo il toponimo della via. Le altre due sono Porta Napoletana e Porta Nuova: la prima era una massiccia porta medievale fortificata, con due solidi torrioni merlati sui lati, parzialmente visibili ancora oggi. L'altra fu eretta all'inizio della Via Nuova per volere di Camillo Pamphilj, in stile barocco, come porta per la strada che conduceva alla piazza sulla cima della collina, sul fianco di Palazzo Doria: di questa rimane solo parte della struttura e uno dei cardini.

 

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